• COPPO DELLA POLINELLA

    COPPO DELLA POLINELLA
COPPO DELLA POLINELLA

Raggiungere il Coppo della Polinella e godere dei suoi paesaggi e della sua storia è una piacevole e non troppo faticosa esperienza, adatta a persone che per abitudine pratichino sport qualche volta a settimana.

La partenza della camminata può avvenire da diversi punti, a seconda della provenienza (Pescasseroli, Gioia Vecchio, Bisegna) e della stagione in cui si attacchi il sentiero che conduce all’ampia conca sovrastata dal Monte Palombo. Già l’attraversamento del Vallone dell’Atessa, che conduce al Coppo, porta l’escursionista a confrontarsi con un ambiente naturale aspro e selvaggio, prima di immergersi in una faggeta che mette bene in chiaro i rapporti di forza tra l’uomo e la natura. Qui infatti l’uomo non è riuscito a imporsi e il territorio conserva intatti i segni di un passato remoto glaciale, come testimoniato dalle tracce di morene dell’ultima glaciazione del Quaternario.

Il sospetto che qualche occhio fulmineo osservi i camminatori dall’alto delle rupi è sempre in agguato: la zona è infatti riccamente popolata da animali selvatici, con tracce ben visibili del passaggio dei lupi e degli orsi nei loro spostamenti quotidiani. Tutti elementi che allontanano l’escursionista dal tran tran della sua vita cittadina, proiettandolo in una dimensione lontana. Lungo il sentiero gli occhi più attenti noteranno anche le tracce lasciate dagli uomini che in estate frequentavano questi luoghi, oggi tornati ad esclusiva pertinenza di Madre Natura e dei suoi piani. I pastori, con le loro greggi, nella bella stagione si recavano infatti negli stazzi di montagna per trascorrere l’estate, tornando a valle solamente nel momento della partenza per la transumanza, che li conduceva fino al Tavoliere pugliese per passare i mesi invernali.

All’arrivo al Coppo della Polinella, lo splendido affaccio sulle foreste che circondano questo meraviglioso luogo suggella e rende merito alla fatica della camminata, facendo sentire gli escursionisti esseri minuscoli di fronte a tanta magnificenza.

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